mercoledì 24 agosto 2011

Chi lo legge questo libro? Antonella, regalo dell'adozione

Un'esperienza, un percorso, una voce ancora diversa: quella di una famiglia che ha deciso di adottare una figlia così "particolare". Con qualche difficoltà, e molte belle sorprese.

Antonella

E' così profondo e viscerale l'amore che ci unisce a questa nostra figlia, che a volte mi sorprende pensare che non è nata dalla mia carne, ma che ci è stata donata attraverso l'adozione. E' come se l'esperienza dell'adozione si fosse conclusa dentro di noi, esaurendosi come accade al seme che si trasforma in pianta.
Antonella è stata "inglobata" nella nostra famiglia quattordici anni fa, aveva pochi mesi di vita, la faccia tonda ed i tratti della Trisomia.
Eravamo riusciti, dopo mille tentennamenti, ad aprirci alla fantasia di Dio, che non ha briglie, che a volte sconcerta. Ci eravamo buttati in avanti, su di una strada che proprio non corrispondeva al nostro piccolo progetto umano, accettando che Antonella sconvolgesse i nostri piani.

Questa piccoletta sembrava non possedesse nulla, ma portava con sé tutta la provvidenza di Dio, come credo che sia per ogni figlio disabile. Siamo diventati la sua famiglia, rumorosa e stimolante. E lei, aprendosi alla  vita, ci ha rivelato poco a poco la sua natura solare, la vitalità della sua mente tanto limitata quanto combattiva.

E' proprio lei che sa ricondurci alla serenità di ciò che è essenziale, quando ci perdiamo nell'affanno delle cose. E' lei che sa regalarci uno sguardo semplice, quando l'abbiamo smarrito per strada.
Le difficoltà che la sua sindrome si porta dietro, le patologie piccole e grandi che vi sono collegate, sono un carico a volte pesante, sul quale dobbiamo modellarci di volta in volta, ridisegnando la rotta di navigazione quando è necessario.
E' una strada faticosa, in una società che spesso a parole accoglie, ma con i fatti tiene a distanza chi è diverso. Per questo è stato fondamentale imparare a non isolarci, facendo riferimento alla nostra Associazione, ad altri genitori, alle strutture pubbliche che offrono supporto: per sdrammatizzare, per non trovarci oppressi. Legando la nostra vita a quella di Antonella non avevamo considerato come importante sarebbe divenuto questo bisogno di relazione con il mondo esterno. Lei stessa, poi, con la sua natura estroversa, è sempre proiettata verso gli altri, e molto spesso è necessario lasciarci trascinare. Così, un po' per volta, ci siamo ritrovati a intessere relazioni sociali ovunque ci si trovi: nel nostro quartiere, nel condominio, in vacanza, negli ambulatori, in autobus. E' stata come una terapia, per noi così riservati e impacciati: imparare a guardare con simpatia chi accetta l'approccio di Antonella ed impegnarci a mediare con delicatezza questi incontri con persone nuove, facendoci interpreti del suo linguaggio non sempre comprensibile.
Antonella ci ha "educati", in questi anni, ad abbandonare l'atteggiamento rigido del pregiudizio. Spesso il suo modo di fare, simpatico e sorridente, provoca una risposta di accoglienza anche in persone apparentemente scostanti. Così a volte è accaduto che, spinti da lei, abbiamo stretto relazione proprio con chi avremmo escluso.

Il cammino in sua compagnia è pieno di sorprese, chissà quale altra "trasformazione" ci aspetta dietro l'angolo. Adesso si apre il capitolo dell'adolescenza, e ci accorgiamo che un po' per giorno lei comincia a "sganciarsi" da noi: sta imparando ad affermare la sua volontà, a scegliere in prima persona, è talvolta lei che ci spinge con decisione laddove vuole arrivare.
E' buffo: questo momento di distacco che malvolentieri accettiamo negli altri figli, è nel suo caso desiderato e atteso come non mai. Dove ci porterà?


Protagonista assoluta



Antonella e Laura in scena!


Associazione Trisomia 21 Onlus
Chi lo legge questo libro? Persone e sindrome di Down
a cura di Emiliano Gucci
Mauro Pagliai Editore


13 commenti:

  1. Che bella testimonianza e che persone meravigliose.
    E' proprio vero questa società accoglie a parole, voi avete accolto davvero!!
    grazie loredana

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  2. Buono per un ABBRACCIO all'Antonella "attrice" ed un GRATTINO all'Antonella "scimmietta" :-)

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  3. Antonella, i tuoi cuochi speziali avranno da lavorare, Loredana ha mandato una torta salata da sballo (hai viasto che "linguaggio" da teen ager? ) :-P

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  4. E' bello rileggerlo insieme ad altri. Le storie sono tutte molto intense, ma questa ha qualcosa in più ;-)

    Ma guarda guarda, la Liberuccia che distribuisce buoni :D
    Io abbraccio tutti, anche la scimmia ed anche Liberuccia ;-)

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  5. Carissime, mentre voi leggevate tranquille un altro capitolo del nostro libro, io stavo mangiando per voi...macché mangiando, mi fate confondere, lavorando per voi! Mica è semplice, sapete, con 'sto caldo, saltare da un ramo all'altro dei pini Maremmani e "carpire" la ricetta per venerdi!
    Loredana, grazie infinite per la torta...ma visto che Accantoalcamino chiama tutti per nome, a volte mi è difficile associarvi al blog corrispondente...imparerò, ho i miei tempi...mica scherzo quando dico che sono "Il Genio dell'informatica", eh!
    Grazie, grazie, grazie, grazie...

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  6. Oggi mi sono tenuta "leggera", chissà cosa mi cucinerà di buono Nettuno ho pensato...poi mi è venuto in mente che la scimmia è appostata vicino le cucine per "papparsi" tutto...mannaggia, devo correre ai ripari.
    Baci da "faccia di velluto" (è il nuovo nomignolo affibbiatomi da Annina, sai quella che si dà un sacco di arie perchè spiaccica qualche parola in giapponese (^__^)

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  7. 私が知っている
    ...e che ci vuole!
    斜人交

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  8. Io son tornata da pesca, come hai visto! :)
    E' già domani...
    e tu, invece, ti sei alzata presto, nèèè!

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  9. Ehi!... voi due...
    Non si parla dietro le spalle delle persone!
    Meno male che mi arriva la notifica di chi scrive, altrimenti mi resterebbero solo i fischi nelle orecchie da decifrare.
    Faccia di velluto (alias Liberuccia), ancora sveglia?
    E tu, scimmietta, hai fatto buona pesca, vedo!
    E' meglio che me ne vada a vedere cosa ci ha preparato Nettuno sto venerdì, sì..., è proprio meglio! ;-) :D

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  10. Un "grazie!" ai genitori di Antonella, è tanto bello e importante quanto difficile raccontarsi...
    e un abbraccio pieno di fiducia ad Antonella, che coraggiosa si "sgancia" e si propone al mondo, forza!

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