lunedì 29 agosto 2011

Chi lo legge questo libro? Tutto per Othmane

Per Othmane e per la sua famiglia i problemi della sindrome di Down, specie quelli relativi all'integrazione, sembrano amplificarsi in nome di altre presunte "diversità". E' suo fratello Abib, che molto si occupa di lui e che tra l'altro parla in maniera impeccabile la nostra lingua, a raccontarci fatiche e risvolti della loro vita.

Mio fratello Othmane ha due anni, è nato qui, poco dopo che siamo venuti a vivere a Firenze. E' italiano vero, lui, noi ci scherziamo perché in famiglia siamo tutti marocchini. E' l'ultimo dei miei fratelli, è arrivato un po' come una sorpresa, non lo aspettavamo, è stata una sorpresa bellissima.
Io mi chiamo Abib, ho diciassette anni e praticamente mi occupo in tutto e per tutto di mio fratello minore. Già dal primo mese, quando è rimasto in ospedale, andavo continuamente a trovarlo, stavo sempre con lui, mi preoccupavo dei suoi problemi e di quelli di mamma.
Nella nostra famiglia mai nessuno aveva avuto conoscenza della sindrome di Down, anche perché in Marocco non funziona come qui. Persone Down le vedevo ma non si diceva niente di preciso in proposito, solo che erano malate, e basta, non si sapeva niente. Adesso aspettiamo per Othmane un intervento al cuore che dovrebbe risolvere un problema che ha dalla nascita, un buco che all'inizio sembrava gravissimo, non risolvibile. Ecco non ho mai sentito, mai visto in Marocco un ragazzo che è stato operato al cuore per una cosa così, come farà Othmane.
Noi siamo di un paese di campagna, lì quando nasce un bambino il giorno dopo lo mandano a casa, qualsiasi siano le sue condizioni e quelle della mamma, non fanno certo tutti i controlli che fanno qui. Alcune persone continuano a far nascere i bambini in casa, e in quel caso non c'è neanche il dottore ad assistere, viene una donna che aiuta per il parto e basta. Non c'è paragone fra quella realtà e questa.
Il primo anno che è nato Othmane ho rischiato di bocciare a scuola, per tutte le assenze che ho fatto. Alla fine mi sono impegnato molto, ho seguito i corsi per recuperare e sono passato con distinto. Othmane faceva molti controlli e c'erano molte cose da fare, stavo sempre dietro a lui. Adesso aspettiamo un nuovo controllo e poi l'operazione al cuore, ci auguriamo che così perlomeno quel problema si risolva del tutto.
A me per Othmane dispiace tanto. E l'unica cosa che posso fare è tutto, cioè fare tutto il possibile, tutto ciò di cui c'è bisogno per lui. Studio per meccanico, vado a scuola di pomeriggio così la mattina posso seguire tutte le cose burocratiche, non solo per lui ma anche per la famiglia visto che mio padre lavora, mia madre non parla bene italiano, mio fratello più grande è sposato e quindi non vive più in casa con noi. Per esempio ora mio padre ha avuto dei problemi con il lavoro, c'erano da seguire delle cose che riguardavano lo stipendio e la busta paga, c'era da andare dai sindacati e ci sono andato io. Sono tante, le cose da fare. Abbiamo anche chiesto la cittadinanza per Othmane ma non la vogliono dare. Adesso andrò anche da un avvocato per questa cosa, non capisco perché sia così, noi siamo regolari con carta di soggiorno e mio fratello è nato qui, è italiano: anche per avere la pensione che gli spetta, ottenere la cittadinanza per lui sarebbe molto importante. Invece ci dicono che non l'avrà finché non la prenderà mio padre, ma servono dieci anni di soggiorno per ottenerla. Ci hanno detto anche che avremmo dovuto chiederla subito, quando Othmane è nato, ma in quei giorni purtroppo i problemi erano altri, avevamo altre cose da pensare. Se ti dicono che tuo figlio è nato con la sindrome di Down, e che ha un grave problema al cuore, non è che immediatamente ti preoccupi della cittadinanza, pensi prima alla sua salute.
Poi nella mia famiglia i problemi sono anche altri. Mio padre adesso ha tre figli a carico, perché ho anche una sorella. Mia madre non lavora, e non è facile, abbiamo anche l'affitto da pagare, ed è caro. Abbiamo fatto domanda per la casa, al comune, ho preparato tutti i documenti ma sembra che non ci sia niente da fare, ci hanno messo nella fascia B, quindi per il momento non se ne parla. In questo senso un aiuto vero non c'è. Io studierò fino al 2011, se tutto va bene, poi potrò trovare un lavoro anche per aiutare la famiglia. Noi ovviamente vogliamo restare in Italia, è anche meglio per Othmane, di certo qui può essere seguito bene. Non posso neanche immaginare cosa gli sarebbe successo se fosse nato o andasse a vivere in Marocco. In questo senso ci è andata molto bene, credo che il Meyer sia uno degli ospedali migliori in Italia, così Careggi. Abbiamo sempre trovato persone in gamba, che si danno da fare. Ci hanno messo poi in contatto con l'Associazione e Othmane ha già cominciato a frequentarla, e a fare attività. Il problema è che fuori dalle strutture l'unico vero aiuto lo dà la famiglia, perché non c'è altro. Anche per questo mia mamma non può andare a lavoro, né può studiare la lingua italiana. Aveva cominciato un po' prima che nascesse Othmane, ma adesso è quasi impossibile, deve stare sempre con lui.

Per me Othmane è bellissimo. Io posso rinunciare a tutto per lui, faccio qualsiasi cosa per lui. Tra l'altro ci assomigliamo tantissimo. Mia mamma ha unito insieme una foto mia, di quando ero piccolo, a una foto di Othmane, e praticamente siamo identici. Othmane ha dei capelli bellissimi, e quando lo dico a mia madre dice che anch'io li avevo uguali, proprio come i suoi. Ci assomigliamo molto, forse anche questo ci lega un po' di più. Lui non ha affatto i tratti della sindrome di Down, vedendolo non ci si accorge di niente. E poi è buonissimo, è tranquillo. Quando era piccolo ero terrorizzato per colpa di una vecchia esperienza, in Marocco, quando per studiare ero andato a vivere a casa di alcuni parenti che avevano un figlio piccolo che non ci faceva dormire mai. Aveva due anni, quanti ne ha Othmane adesso. Piangeva tutta la notte, sempre, di continuo, non potevo mai riposare e poi studiare diventava impossibile, anche perché dovevo farlo di giorno, visto che si stava in campagna e non c'era corrente elettrica. Non avevo un computer, niente. Studiavo solo un po' appena tornato dalla scuola, nei due pomeriggi quando non avevo il tempo pieno, poi basta. Era difficile. Così temevo succedesse lo stesso con Othmane, che invece ci ha sempre lasciato dormire. Addirittura quando era un po' più piccolo si addormentava presto, la sera, fino alle sette, e poi dormiva fino alla mattina dopo.

Il prossimo anno comincerà ad andare all'asilo, abbiamo già fatto l'iscrizione. Speriamo vada bene, così inizierà a stare con gli altri bambini, è una cosa molto importante. Anche per me quando sono arrivato qua non è stato facile farmi subito degli amici, all'inizio sono stato molto isolato. Ho trovato una bella scuola, questo sì, e ho ripreso dalle medie, sono arrivato a metà dell'anno scolastico e poi ho ricominciato dalla prima. Questo mi ha aiutato molto per imparare la lingua, perché la maggior parte delle ore erano di italiano. Però all'inizio non mi inserivo. Il primo anno mi facevano il mobbing, hai presente? Non riuscivo proprio a dialogare con gli altri. Mio padre mi accompagnava fino alla porta, mi lasciava e già cominciavano a prendermi in giro. Non riuscivo a comunicare, a legare con le persone. Stavo solo con una ragazza che aveva lo stesso problema di Othmane, che ancora però non era nato, quindi non ne sapevo niente, ma neanche i miei compagni conoscevano bene il suo problema. Stavo con lei proprio perché era messa da parte, come me, e come me riusciva anche a seguire peggio il programma, non era brava come gli altri. Però più che mi vedevano stare con lei, più che mi prendevano in giro. Era difficile. Poi mi sono scocciato e ho cominciato a reagire. Il secondo anno tutto è cambiato, ho cominciato a frequentare anche ragazzi italiani, non solo marocchini, ho cominciato ad andare alle loro feste, tutto più normale. Adesso va bene, anzi alcuni dei ragazzi che mi odiavano sono diventati amici più di altri. Ho una bella ragazza, italiana, peccato che ho pochissimo tempo per vederla, non faccio in tempo ad arrivare a casa e lasciare questa cartella che devo prendere lo zaino per andare a scuola, e via così. Però lo ripeto, per Othmane anche questo, io per lui ci sarò sempre. Posso anche perdere la scuola, perdere il lavoro, perdere tutto, ma perdere Othmane no, mai.

Continua...

Associazione Trisomia 21 Onlus
Chi lo legge questo libro? Persone e sindrome di Down
a cura di Emiliano Gucci
Mauro Pagliai Editore



10 commenti:

  1. E' difficile fare un commento leggero in questo post. Cosa dire: Abib è da ammirare, ma lo è anche tutta la famiglia.
    Ormai Othmane avrà finito il periodo della scuola materna, tra poco inizierà , oppure già dallo scorso anno avrà iniziato le scuole elementari.
    Spero che l'inserimento sia stato buono e che non abbia avuto tanti problemi.
    ;-) ;-)

    RispondiElimina
  2. Antonella, finalmente venerdì "raggiungerò" il mio libro..per questo leggo sempre soltanto le prime righe perchè il resto di questi meravigliosi racconti di vita dai quali imparerò certamente tante cose e probabilmente imparerò anche a non "soffermarmi" troppo (come faccio ora) su inezie.
    Buona settimana, amica mia e, se senti Annina, dalle un bacio da parte mia.
    Abib sei speciale, dovrebbero imparare molti da te...parlo di quei molti che pensano di essere "integrati", ti stringo forte e ti dico che vorrei averti come figlio :-)

    RispondiElimina
  3. Annaaa! Grazieee! Abbiamo ricevuto il tuo "pacchettino Speziale", sai che ti dico?...Gli occhi a mandorla li avevamo già ^-^ :-D, ci mancavano solo gli ingredienti originali...giustamente! Adesso si ride, con le alghe, il kinako e l'agar-agar! Voglio proprio vedere come si organizzeranno i nostri favolosi cuochi! E poi gli origami, il sale e sesamo nero, la salsa di soia, le formine...
    Sorpresa riuscita! Grazie! :-*

    RispondiElimina
  4. Libera, mi sa che l'hai capito anche senza aspettare di leggere le nostre storie: mai fermarsi su inezie, se non per affrontarle con il sorriso e guardare oltre!
    Sai, ho la fortuna di conoscere molti "Abib", racchiudendo in questo nome tutti i fratelli eccezionali che affrontano, con fatica ma insieme a noi, la realtà, cercando di costruire una strada per quanto possibile libera da ostacoli, non solo per i fratelli ma anche per se stessi. Come è giusto che sia.
    Dai un occhio al post "Tuttisofrà" del 13 luglio...;-)

    RispondiElimina
  5. Ma che bello!!!
    Sono felice che il pacchettino sia arrivato bene, e poi più veloce della luce, appena 18 giorni con in mezzo il periodo delle vacanze, le poste italiane sono cambiate di molto!!
    Se vuoi sapere come usare kudzu, kanten, kinako, ecc. fatti un giretto nel mio blog (vedi nelle etichette).
    Spero veramente che i cuochi speziali si divertano.
    A questo punto passo alla raccolta di Libera anche degli onigiri ed i mochi di fecola di kudzu, ormai avete l'occorrente.
    Un abbraccio grande quanto il mondo a tutti

    RispondiElimina
  6. Ciao, quando ho letto il titolo del post sono rimasta sorpresa, si perchè io Othmane lo conosco gioca sempre con la mia bimba ai giardini, è un bambino dolcissimo e simpaticissimo, e conosco anche suo fratello e confermo che è il suo angelo custode. Sono persone molto educate e rispettose ce ne vorrebbero di italiani così, e sono molto dispiaciuta che non venga data ad Othmane la cittadinanza italiana!
    Con affetto

    RispondiElimina
  7. Grazie Ilaria per la tua testimonianza, che bello incontrasi qui, non so se ci conoscevi già, o se sei capitata per caso, comunque sia adesso ci unisce un filo sottile, ma forte: Othmane! :)

    RispondiElimina
  8. E' difficilissimo commentare un post così... la testimonianza di Abib è veramente toccante. Mi vengono in mente i nostri diciassettenni italiani, compresa mia figlia, con tutte le loro pretese... Dire che mi cascano le braccia è dire poco....

    RispondiElimina
  9. Vedi, bisognerebbe iniziare a vedere con occhi diversi realtà come la nostra. Considerale occasioni di crescita, partecipando inizialmente anche solo con qualche ora di volontariato. Dovremmo aiutare i giovani, tutti, ad affacciarsi al nostro mondo e a conoscerlo. Solo il primo passo è difficile, gli altri vengono da sé, spontaneamente, anche se si ha solo diciassette anni! Tua figlia ti sta già osservando, e tu sei un grande esempio per lei, basta leggere il tuo blog...i frutti verranno, e noi, che siamo "allenati", attenderemo! :-D

    RispondiElimina
  10. New Diet Taps into Innovative Plan to Help Dieters LOSE 20 Pounds in Only 21 Days!

    RispondiElimina